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WW1 alternativa


1914

Francesco Ferdinando assassinato a Sarajevo dall'anarchico Gavrilo Princip. L'Austria ammassa militari al confine ma non invia ultimatum a Belgrado. La Serbia del reggente Alessandro, sotto la spinta dei crescenti nazionalismi e forte del supporto di Montenegro e Russia, minaccia l'Austria di guerra qualora non avesse ritirato le truppe. Allora il 28 luglio 1914 le truppe serbe varcano il confine. Il giorno dopo giunge la dichiarazione di guerra di Austria-Ungheria e Germania. L'Italia, dopo un'iniziale titubanza, è convinta con la cessione di Trento e Trieste e la promessa di Nizza, Savoia e Corsica con una futura spartizione della Francia. Il governo Giolitti durerà fino al 1916. La Russia e il Montenegro intervengono con la Serbia. Soltanto a settembre la Francia dichiara guerra alla Triplice Alleanza e invoca l'aiuto dell'alleata Inghilterra, che nicchia e disapprova la guerra.


1915


Fase movimentata della guerra: la Germania sta sulla difensiva, l'Austria ultima la conquista di Serbia e Montenegro, annettendoli. L'Italia tenta un'offensiva sul Monginevro, ma essa si risolve in un disastro e i Francesi varcano le Alpi. Il Regno Unito inizia le trattative per entrare in guerra con l'Intesa. L'impero ottomano dichiara guerra alla Russia in febbraio e attacca il Caucaso, ma già a maggio le truppe dello Zar sono alle porte di Ankara e la Turchia si arrende. L'Armenia passa ai Russi insieme al Ponto. La Francia tenta un attacco in giugno alla Germania, che si conclude con la presa di Strasburgo ma ad un prezzo umano altissimo: 200.000 morti francesi e 230.000 tedeschi. In dicembre le truppe francesi entrano in Genova. Giolitti, persuaso dal generale Cadorna di poter vincere, prosegue a oltranza la guerra. Occupazione delle colonie tedesche.


1916


Ad aprile il fronte italiano si assesta sull'Arno, dove si costruiscono delle trincee. Medesima situazione a Strasburgo. Il R.U. entra in guerra a maggio con l'Intesa. L'Austria tenta una spedizione contro la Russia in luglio con il supporto di svariate divisioni tedesche, una italiana e una bulgara. Entro ottobre entra a Minsk, ma con l'avvento dell'inverno russo l'esercito austrotedesco va in rotta. 450.000 morti totali. In Italia iniziano ammutinamenti di massa e aumentano le pressioni su Giolitti affinché chieda la pace. Alla fine, quando nel settembre del '16 i Francesi assediano Firenze aprendo il fuoco di sbarramento sulla città, Giolitti decide di chiedere frettolosamente un armistizio al nemico. Cede alla Francia Valle d'Aosta, Imperia, Cuneo e una zona di confine in Piemonte. Allora l'Austria, da poco passata di mano a Carlo I, invade l'Italia provata senza colpo ferire grazie all'aiuto tedesco e nel dicembre del 1916 instaura un governo collaborazionista imprigionando Giolitti. Vittorio Emanuele II sposta la sua corte a Salerno. Il regno dell'Alta Italia comprende Liguria, Piemonte (emtrambi con le rispettive amputazioni), Veneto, Lombardia, Toscana, Marche e Lazio (fino a Roma). Come punizione all'Italia, il regno altoitaliano è amputato di Trentino, Friuli e Venezia Giulia. Gli ex vertici militari italiani catturati sono uccisi o imprigionati, le città italiane sono rase al suolo o incendiate dalle rancorose milizie austroungariche, sono commessi stupri e soprusi sulla popolazione civile, al rogo tutti i simboli patriottici italiani. Nel regno d'Italia a sud è costituito un governo presieduto da Sidney Sonnino che riorganizza l'esercito e fa di Cagliari e Napoli città militarizzate per eccellenza.


1917


L'Italia inizia una campagna per la riconquista di Roma. Regno Unito e Francia supportano largamente l'Italia e la fragile Russia, comunque più forte della nostra TL, grazie alla resistenza alla missione austriaca e alla sottomissione del nemico ottomano, garantendosi la guerra su due (o tre) fronti per gli Imperi Centrali, a cui si unisce in marzo la Bulgaria. A maggio ha luogo la battaglia di Roma. Gli Austriaci riducono a ferro e fuoco la Città Eterna e si ritirano nel Maremmano. Armando Diaz assume il comando assoluto dell'esercito. La marina italiana riceve una pesante sconfitta presso Ancona, nel frattempo occupata da un corpo di volontari dannunziani, seguita poco dopo dall'esercito regolare. La Triplice Alleanza scricchiola. La Germania tenta una manovra lampo in Francia, ma ottiene soltanto piccole concessioni in Alsazia-Lorena. Nessuna rivoluzione in una Russia in cui la guerra non va molto male. Finora.


A fine 1917 la vittoria dell'Intesa è certa, ma non per la Germania e l'Austria, che riorganizzano un attacco a sorpresa contro la Russia, sperando di colpire un punto nevralgico del nemico. Il confine è rivarcato a metà aprile, visti i precedenti problemi con le tempistiche, ed entro metà settembre gli Imperi Centrali sono alle porte di Mosca. La battaglia di Mosca si conclude con una brillante vittoria. Nikola II gode di più rispetto in confronto alla nostra TL e prosegue la guerra. Intanto, l'Italia approfitta dell'impegno austrotedesco in Russia e risale lo stivale; a novembre la linea di confine si attesta sul Po. Tornando all'impero zarista, alla fine di novembre, alle porte dell'inverno, i Tedeschi costituiscono una linea difensiva lungo gli Urali. Durante l'inverno i flebili contrattacchi russi non mettono in discussione la vittoria a Oriente della Triplice Alleanza.


1918


Il 3 gennaio è firmata la pace fra Alleanza e Russia a Minsk. La Russia perderà Finlandia (indipendente), Polonia (metà indipendente, metà alla Germania e una piccola parte all'Austria) e Ucraina (all'Austria; la parte più ad est sarà una repubblica indipendente). Dovrà restituire i territori occupati all'impero ottomano e cedergli Armenia e Azerbaijan. Rivoluzione russa. Democratici al potere, ma la successiva rivolta bolscevica attecchisce solo nelle campagne. Si raggiunge un accordo dopo un conflitto civile: ai comunisti tutta l'Asia Centrale, che diventa una Federazione comunista, ai democratici il resto, che diventa una Repubblica centralizzata. Ma se ad est gli Imperi Centrali vincono, ad ovest, dopo anche una violenta epidemia di influenza spagnola, si giunge ad un armistizio forse entro maggio: status quo in Europa e relative colonie, tranne in Italia: confermate le annessioni francesi, ma concessione delle terre prima cedute dall'Austria. Nessun mito di vittoria mutilata, avvicinamento a R.U. e Francia che l'hanno trattata bene.


1919


Prime ripercussioni della guerra in Europa. L'Austria di Carlo I valuta di rinunciare alle pretese sugli Stati slavi che si uniscono nel regno di Iugoslavia, che giudica troppo difficili da pacificare, ma mantiene, seppur con maggiori autonomie, Ungeria e Cecoslovacchia, oltre che i possedimenti in Polonia e Ucraina.


1922


Dissoluzione dell'impero ottomano. L'Arabia rivendica tutta la penisola arabica fino alla Siria, l'Inghilterra punta alla Palestina, la Francia alla Siria, la Russia al Caucaso turco. La Grecia ambisce alla Turchia europea. Guerra civile turca. D'Annunzio e le sue truppe sbarcano a Nizza, convinto di avere il supporto regio. Tuttavia si sbaglia ed è imprigionato fino alla sua morte dalla polizia italiana.


1924


Fine della guerra civile. Nell'odierna Turchia (eccetto il Kurdistan, che conquista l'indipendenza) si forma una repubblica laica sotto Ataturk. Istanbul, però, va alla Grecia. L'Arabia ottiene i territori rivendicati eccetto il Kurdistan, e diventa una potenza petrolifera. La Russia ottiene il Caucaso e diventa sgradito vicino della neonata repubblica.


1929


La crisi di Wall Street manda in crisi l'Austria già fragile; danneggia inoltre Italia, R.U., Francia e Russia. I bolscevichi dell'Asia Centrale, da poco sotto la guida assoluta di Iosif Stalin, ne approfittano per dimostrare la loro forza alla Russia con una guerra lampo. Annessioni di confine e presa di Omsk e Novosibirsk. L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) inizia a far parlare di sé, inserendosi nel quadro geopolitico mondiale.


1936


Guerra civile spagnola. Russi, Inglesi, Italiani e Francesi supportano i repubblicani che esiliano Francisco Franco in Svizzera. Italia, Francia, Russia, Inghilterra e Spagna firmano il Patto Moderato, che prende le distanze sia da un fascismo dittatoriale che dalle ideologie socialiste rivoluzionarie. Assenza della Germania attanagliata da tumulti interni ancor più gravi in Austria-Ungheria, tra l'altro sotto il governo fascista di Dolfuss, e degli USA ormai isolazionisti convinti. Aumentati i dazi americani sulle merci estere.


1938-1943


Il governo tedesco del Kaiser Guglielmo II e del Cancelliere Paul von Hindenburg aumenta le tensioni con quello austriaco di Ottone I, succeduto a Carlo I, e Dolfuss a causa della posizione fascista di questi ultimi. Con il supporto delle Nazioni del Patto di Parigi (Patto Moderato), la Germania occupa i Sudeti tedeschi come monito al governo austroungarico. Dolfuss la prende a male e, dopo aver rivitalizzato l'esercito (che ha ancora parecchio prestigio) dichiara guerra alla Germania, che ottiene l'alleanza del Patto di Parigi. All'Austria si unisce subito l'URSS, lontana ideologicamente ma con il nemico comune russo, fra gli altri; nel novembre del '38, invece, entrano in guerra Polonia, Ucraina, Finlandia e Turchia, decisa a liberarsi dalla parziale presenta russa in Anatolia. Nel dicembre del '38, con una situazione di stallo in Europa, la Turchia attacca Arabia Saudita e Kurdistan, fino ad allora neutrali. Dà sorprendente prova della maturata potenza militare prendendo entro l'inizio del 1939 le città di Baku, Riyad e Diyarbakir (assicurandosi una produzione petrolifera ancor più ingente) costringendo alla resa le due nazioni mediorientali. L'URSS dilaga in Russia arrivando ai Monti Urali ed entro il febbraio del '39 conquista Yekaterinburg. A metà del 1939, comunque, Germania e Russia piegano la resistenza polacca e spartendosi lo Stato, il cui governo filoaustriaco fugge a Vienna. Le truppe ucraino-austriache riescono in alcune conquiste  e si congiungono con le truppe turche nei pressi di Rostov verso la fine del 1939. Intanto, in Europa, il fronte resta bloccato. Da segnalare solo la presa austriaca di Trieste e Trento e la presa tedesca di Boemia e Moravia. Molte truppe cecoslovacche disertano. Nel novembre 1939 le truppe sovietiche conquistano Nizni Novgorod e raggiungono Mosca nel marzo 1940. Battaglia di Mosca: 1 milione di soldati e 4300 carri russi contro 730.000 uomini e 4500 carri sovietici. Le truppe russe malequipaggiate sono sconfitte e Mosca è occupata. La Siberia, tagliata fuori, è occupata dai sovietici fino a Vladivostok. La Kamchatka è ceduta al Giappone assieme ad altre concessioni territoriali. Resa dei Russi che riescono a tenere almeno Leningrado e la Bielorussia oltre che porzioni di Russia europea. Mosca è resa uno Stato Indipendente a stampo socialista protetto militarmente dai Sovietici. Nel 1943 anche la Mongolia cadrà nella stessa orbita.


Intanto, in Europa...


Fine della Russia belligerante (è imposta la neutralità). Rimangono Regno Unito, Francia, Spagna, Italia e Germania contro Austria-Ungeria, Finlandia, Ucraina e Turchia. L'URSS invia aiuti ma la sua missione è compiuta. Le pressioni inglesi fanno sì che la Iugoslavia passi dalla parte dei Moderati, ma fa una brutta fine: in due mesi è spartita fra Austria e Turchia e capitola. In Italia il fronte cede verso il 1941: Vittorio Emanuele II abdica in favore del figlio Umberto II. L'Italia capitola e cede all'Austria le terre annesse nella Grande Guerra (non mondiale). Di lì a poco inizia il declino delle potenze moderate, che firmano un armistizio all'inizio del 1942, poi confermato a Postdam nel 1943. L'Austria, destinata ad una nuova rsi annette Trento, Trieste, Slovenia e Croazia. Macedonia, Montenegro e Kosovo vanno alla Turchia che si vede restituire Istanbul dalla Grecia in cambio di ingenti pagamenti e di una minaccia militare consistente. In Bosnia e Serbia è invece fondata la Repubblica Islamica degli Stati Slavi (sotto parziale influenza turca), con capitale federale Banja Luka e divisa in quattro Stati: Serbia (Belgrado), Vojvodina (Novi Sad), Bosnia (Sarajevo) e Città Islamica di Banja Luka, arricchita di moschee e arabeschi.


La Polonia torna indipendente e toglie alla Germania, che diventa una Repubblica, la Prussia e gli Stati Baltici con cui forma una federazione. Alla Finlandia vanno cessioni in Carelia. Pagamenti di guerra per tutte le nazioni Moderate. La Seconda Grande Guerra, la prima mondiale, è finita.

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