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Ancientastronauts

Alcuni dipinti rupestri della Val Camonica, circa 10.000 a.C., che si vuole rappresentino visitatori extraterrestri. È stato anche ipotizzato che raffigurino divinità o altre figure mitologiche presenti nei culti religiosi dell'epoca

424px-JomonStatue

Si è ipotizzato che il Dogū (土偶) fosse un antico astronauta che visitò la Terra durante il periodo Jōmon del Giappone antico; mostra dettagli che si vuole siano una tuta spaziale, una visiera e un elmetto.

La teoria del paleocontatto o teoria degli antichi astronauti o teoria degli antichi alieni (parte della clipeologia), indica l'insieme di quelle idee, sviluppate a partire dalla metà del Novecento, che ipotizzano il contatto di civiltà extraterrestri con le antiche civiltà umane quali Sumeri, Egizi e civiltà precolombiane. Questo genere di teorie non sono in generale accettate a livello scientifico-accademico, con alcune eccezioni (un esempio l'astronomo e matematico Josef Allen Hynek), e vengono spesso fatte rientrare nel più vasto campo speculativo della controversa pseudo-archeologia o archeologia misteriosa.

Origine[]

Le teorie sul contatto delle antiche civiltà con extraterrestri sono nate subito dopo gli anni cinquanta, con la nascita dell'ufologia ossia dopo le prime testimonianze documentate di avvistamenti di UFO. I sostenitori di questa teoria affermano che vi sia stata un'influenza aliena nello sviluppo della specie umana, arrivando a mettere in discussione - almeno in parte - la teoria evolutiva di Charles Darwin. Se per la paleoantropologia tradizionale l'uomo è il risultato di un processo evolutivo durato tre milioni di anni che ha portato le protoscimmie africane via via ad assumere la stazione eretta e a sviluppare la propria intelligenza, andando a formare società via via più avanzate, i sostenitori di queste idee ipotizzano che l'uomo sia stato aiutato a compiere questo percorso, se non addirittura indotto.

Tra i principali divulgatori di tali ipotesi vi sono stati l'archeologo e scrittore svizzero Erich von Däniken[1] e il contattista italiano Peter Kolosimo, che dalla seconda metà degli anni sessanta hanno prodotto una serie di libri di grande presa popolare in molti paesi del mondo. Altri celebri scrittori che più recentemente hanno ripreso la teoria sono Zecharia Sitchin e Edgar Cayce.

L’avvento di Internet ha favorito la diffusione di tali idee, attraverso la nascita di innumerevoli siti web, per lo più amatoriali, che trattano di miti e misteri mescolandoli assieme ad argomenti di archeologia divulgativa, rigettando o mettendo in discussione le posizioni attualmente riconosciute nel mondo scientifico e accademico[2].

Idee principali[]

Esistono diverse idee ed ipotesi nell'ambito del paleocontatto.

Jet precolombiano

Un jet d'oro precolombiano, esempio di OOPArt che Erich von Däniken ha interpretato come il segno lasciato da antiche civiltà aliene presenti sul nostro pianeta.[3]

Pacal the Great tomb lid

Riproduzione del coperchio del sarcofago di Pakal (Tempio delle Iscrizioni, Palenque). Secondo alcuni, si tratterebbe della raffigurazione di una navicella spaziale.

  • L'uomo sarebbe il risultato di esperimenti genetici condotti da extraterrestri sugli ominidi (che fino a quel punto si sarebbero evoluti naturalmente sulla Terra in concordanza con la Teoria di Darwin e dunque senza nessuna apparente contraddizione) al fine di farle evolvere in tempi rapidi: evoluzionismo e neocreazionismo dunque sarebbero veri entrambi. Il principale argomento a sostegno di questa idea è il tempo relativamente breve impiegato dall'Homo Sapiens Sapiens (300.000 anni) per giungere al livello mai raggiunto da altri organismi che esistono da centinaia di milioni di anni. Vedere voce evoluzione teistica.
  • L'uomo avrebbe avuto contatti con extraterrestri sin dalle ere più antiche. Questi esseri sarebbero le divinità delle società antiche e sarebbero stati raffigurati in diversi dipinti ed opere d'arte, sia nell'antichità (egizi, maya, aztechi, popoli della mesopotamia, romani) sia in epoca medioevale[4]. Altri indizi sono celati in testi religiosi, come la Bibbia, o in opere di carattere storico (vedi Clipeologia).
  • L'uomo sulla Terra costituirebbe una colonia mista formata da quattro componenti (caucasici-pleiadiani, mediorientali-siriani, cinesi-ibridi Homo Sapiens Sapiens e Arancio, neri-ibridi pleiadiani e Homo Erectus) più misti (brasiliani nero-caucasici, indiani mediorientali-caucasici, ecc). Secondo Zecharia Sitchin tutti gli uomini deriverebbero da un'ibridazione Anunnaki-Homo Erectus avvenuta 300.000 anni fa in sudafrica; secondo altri ufologi da questa ibridazione sarebbe derivata solo l'etnia nera africana.
  • Il ritrovamento di OOPArt, ossia "oggetti fuori dal tempo", che vedrebbero l'uomo e la sua tecnologia molto più antichi rispetto a ciò che l'archeologia canonica afferma. Quindi le civiltà scomparse precedenti a quelle storiche comunemente conosciute sarebbero note come gli studi per la ricerca di Atlantide, Mu, Lemuria, ecc.

Prove scientifiche[]

Secondo i sostenitori della teoria, esisterebbero numerosi luoghi con antiche rovine e siti archeologici a testimonianza del contatto con gli alieni, alcuni dei quali costruiti con tale perizia da suggerire l'uso di tecnologie aliene. Gli ufologi e in particolare i clipeologi ritengono prove indiziarie alcuni famosi siti archeologici (tra i quali Giza, Baalbek, Yonaguni, le Linee di Nazca, i monoliti di Stonehenge) e raffigurazioni, incisioni e statuette (del Nord e Sud America, isole del Pacifico e Australia), a sostegno delle loro ipotesi di un contatto fra le popolazioni umane primitive e forme di vita aliene, che sarebbero state viste come "angeli", "spiriti", "dei" o "semidei" da tali popolazioni[5].

Inoltre i teorici degli antichi astronauti interpretano letteralmente l'antica letteratura sumera e testi sacri prodotti da antiche civiltà del pianeta, indicandone vari brani come possibili resoconti di un contatto a livello planetario. In particolare sono spesso citati l'Epopea di Gilgamesh ed alcuni libri della Bibbia.

Ancient Astronaut Society[]

L'Ancient Astronaut Society è una società fondata il 14 settembre 1973 dall'avvocato Gene Philips, con l'obiettivo di coordinare tutte le ricerche che si svolgono nell'ambito della teoria degli antichi astronauti (detta paleoastronautica o archeologia spaziale), cercando di dimostrare un primo contatto tra alieni scesi da navi spaziali e uomini avvenuto migliaia di anni fa[6]. Tutti gli anni organizza almeno un congresso, cui partecipano ufologi e scienziati da tutto il mondo. Il primo si è svolto a Chicago dal 26 al 28 aprile 1974.

La AAS pubblica inoltre il bollettino Ancient Skies.

Influenza culturale[]

L'ipotesi del paleocontatto è sviluppata anche in numerosi romanzi di fantascienza, tra cui Lo scheletro impossibile di James P. Hogan (pubblicato in Italia nel 1978 su Urania n.739).

L'ipotesi è anche presente nel film Planet of the Apes.

Bibliografia[]

  • Peter Kolosimo. Astronavi sulla preistoria, Milano 1972.
  • W.H. Stiebing Jr. Antichi astronauti. Dalle pile di Babilonia alle piste di Nazca, Avverbi 1998. (recensione)
  • Zecharia Sitchin. Il pianeta degli dei, Piemme 1998.
  • Erich von Däniken. Cronache da un altro passato. Misteriosi monumenti della preistoria parlano di mondi lontani, Piemme 2002.

Voci correlate[]

Argomenti
  • Archeologia misteriosa
  • Jet d'oro precolombiani
  • OOPART
  • Primo contatto
  • Religione ufologica
  • Teoria del complotto UFO
  • Teoria della Terra cava
  • UFO
  • Xenoarcheologia
Esponenti

Collegamenti esterni[]

Note[]

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