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Mappa di Eratostene

La carta del mondo di Eratostene (200 a.C.) indicando Thule a nord-est dell'Isola Britannica

Thule (dal greco Θούλη, Thoulē) è un'isola divenuta leggendaria citata per la prima volta nei diari di viaggio dell'esploratore greco Pitea (Pytheas), salpato da Marsiglia verso il 330 a.C. per un'esplorazione dell'Atlantico del Nord. Nei suoi resoconti (screditati da Strabone ma oggi considerati attendibili) si parla di Thule come di una terra di fuoco e ghiaccio nella quale il sole non tramonta mai, a circa sei giorni di navigazione dall'attuale Regno Unito.

Storia[]

Il fascino del racconto di Pitea aveva suggerito già nel II secolo a.C. di inserire l'isola nel quadro di narrazioni fantasiose, come avviene nel romanzo di Antonio Diogene Le incredibili meraviglie al di là di Tule.

Nella Geografia] di Claudio Tolomeo Thule è tuttavia un'isola della quale si forniscono le coordinate (latitudine e longitudine) delle estremità settentrionale, meridionale, occidentale e orientale, seppur in modo troppo approssimativo perché si possa darne un'identificazione certa.

L'identificazione della Thule di Pitea e di Tolomeo (non necessariamente coincidenti) è sempre stata problematica e ha dato luogo a diverse ipotesi, anche per la generale inaccuratezza delle coordinate assegnate da Tolomeo a luoghi lontani dall'Impero romano.

Vari autori hanno identificato Thule con l'Islanda, la Groenlandia, le Isole Shetland, le Isole Fær Øer o l'isola di Saaremaa. Attualmente la teoria più accreditata è quella che Pitea avesse dato il nome di Thule a un tratto della costa norvegese.

Società di Thule[]

Emblema Società Thule

Emblema della Società di Thule

Alcuni autori evidenziano l’importanza di un’altra peculiare idea che animava la Thule Gesellschaft. Ultima Thule viene descritta come la capitale del primo continente popolato dagli Ariani. Tale continente fu chiamato Iperborea e si riteneva fosse più antico delle stesse Atlantide e Lemuria. I popoli scandinavi tramandano molti racconti su Ultima Thule, la meravigliosa terra nell’estremo Nord, dove il sole mai tramonta e dove abitano gli antenati della razza Ariana. Iperborea si trovava nel Mare del Nord e si immerse durante un’era glaciale. Si presume che gli Iperborei vennero dal sistema solare di Aldebaran che é la stella principale della costellazione del Toro, e che tale popolazione avesse una statura di circa quattro metri, che fossero bianchi, biondi e con occhi azzurri. Essi non conoscevano guerre ed erano vegetariani. Secondo presunti testi di Thule essi furono tecnologicamente molto avanzati e volavano sulle apparecchiature Vril, macchine volanti che oggi chiamiamo UFO. Questi dischi volanti erano in grado di raggiungere velocità elevatissime compiendo le manovra che oggi attribuiamo agli UFO. Tali prestazioni erano ottenute mediante due campi magnetici contrari e rotanti. Questi velivoli erano basati sulla potenza del Vril (letteralmente “simile a dio”) e si alimentavano sottraendo energia al campo magnetico della Terra. Secondo la leggenda, quando Iperborea cominciò a sprofondare gli Iperborei scavarono delle enormi gallerie rifugiandosi sottoterra, precisamente sotto la catena dell’Himalaya. Il loro nuovo regno sotterraneo fu chiamato Agartha e la sua capitale venne battezzata Shamballa. I Persiani consideravano questa terra misteriosa la terra da cui discendevano gli Ariani. Tuttavia secondo Karl Haushofer gli Iperborei ben presto si suddivisero in due gruppi, una sorta di “buoni e cattivi”. Quelli che si chiamarono Agarthi erano i “buoni” e si insediarono appunto nella regione Himalayana, mentre i “cattivi” venivano chiamati Shamballah e si spostarono verso Occidente. Secondo Haushofer il conflitto fra Agarthi e Shamballah continuò per migliaia di anni e durante il Terzo Reich la Thule, in qualità di ultima rappresentante di Agarthi, continuava a fronteggiare gli Shamballah, che egli identificava in Massoni e Sionisti. Il leader di questa regione sotterranea godeva del titolo di Ridgen Jyepo, ossia re del mondo, ed aveva il suo rappresentante sulla Terra, il Dalai Lama. Haushofer era totalmente convinto delle sue teorie: sottoterra, sotto l’Himalaya si trovava il luogo di origine della razza Ariana. Hitler era letteralmente ossessionato da Agarthi e desiderava scoprirne i punti di ingresso per mettersi in contatto con i discendenti degli Ariani. Il Fuhrer mirava a realizzare una Agarthi in superficie, utilizzando gli Ariani come razza madre e stabilendo la Germania come patria della razza perfetta. E’ noto che durante il Terzo Reich vennero effettuate due grandi spedizioni in Himalaya per trovare l’entrata di Agarthi; ma le SS fecero spedizioni anche sulle Ande, sul Mato Grosso ed in molti altri luoghi. Secondo la Tavola Smeraldina, attribuita a Ermete Trismegisto (l’Hermes dei Greci, vedi il Libro di Thot) la Terra possedeva un nucleo, il sole centrale (il cosiddetto Schwarze Sonne, il Sole Nero) che dava all’interno un clima sempre temperato ed una luce solare permanente, corrispondente nel microcosmo al sole centrale della galassia nel macrocosmo. Sostenevano che la vita effettiva del nostro pianeta ha luogo nell’interno, che le razze madri vivono all’interno ed i mutanti sulla superficie. Secondo questo principio il motivo per cui non si trovano abitanti all’esterno degli altri pianeti del nostro sistema solare sarebbe spiegato dall’esistenza della vita e di civiltà all’interno di essi.

Probabilmente il mito del sole nero deriva da un mix di due concetti separati: 1) Il nucleo terrestre fatto di uranio e in fissione nucleare spontanea permanente (agartha e shaballa trarrebbero energia da centrali geotermiche). 2) Il centro della via lattea ospiterebbe un buco nero supermassiccio dal quale non esce luce, ma onde radio, calore e radiazioni di Hawking sì. Forse queste radiazioni sono intercettabili e sfruttabili da propulsori di astronavi (concetto di vril).

Altri pianeti (come quelli dei Pleidaini e dei Siriani) effettivamente sono abitati sottoterra (vedi civiltà sotterranee) e non in superficie, "per rispettare le natura" dicono.

La Thule nei media moderni[]

  • Il compositore austriaco Franz Schubert intitola Der König in Thule un suo famoso lied.
  • Nel brano del cantautore genovese Fabrizio De André Via della Povertà (1974) si cita l'ultima Thule. A sua volta la canzone è una traduzione della famosa canzone Desolation Row di Bob Dylan contenuta nel celebre album Highway 61 Revisited del 1965.
  • Il 27 novembre 2012 è uscito il ventiquattresimo album del cantautore italiano Francesco Guccini intitolato L'ultima Thule ad indicare l'ultimo lavoro della sua carriera discografica[1].
  • Il gruppo tedesco Tangerine Dream ha intitolato il suo primo singolo come Ultima Thule Teil 1/2.
  • Nella prima serie di Spazio 1999 - puntata n.15 "Il pianeta di ghiaccio" ("Death's other dominion") i protagonisti incontrano i sopravvissuti di una spedizione spaziale terrestre naufragati con un balzo spazio-temporale su un pianeta di ghiaccio chiamato "Ultima Thule".

Note[]

Collegamenti esterni[]

Thule

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